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INFO EPISODIO

Ep. 30 | Beyoncé
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Di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri.
Questo episodio è realizzato in collaborazione con buddybank powered by UniCredit.

Bey, B., Queen B., Princess of Pop, Yoncé, Queen Bey, Honey B.Oltre a Daenerys Targaryen la spezzatrice di catene – Beyoncé è sicuramente una delle Morgane con più soprannomi, tra quelle che abbiamo raccontato. E lei, come Khaleesi è un’incendiaria, fa bruciare tutto quello che ha attorno, lo accende, ma non si scotta. Beyoncé è, soprattutto, una Morgana politica. Ascoltare per credere.
Morgana torna a settembre con una nuova stagione e una super sorpresa.
Ne parliamo insiema a Pietro Turano.
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MORGANA

SONO IO L’UOMO RICCO, STORIE DI DONNE CHE NON HANNO AVUTO BISOGNO DI SPOSARE UN UOMO CON I SOLDI

di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Realizzato in collaborazione con buddybank powered by UniCredit.
Sono io l’uomo ricco, storie di donne che non hanno avuto bisogno di sposare un uomo con i soldi. Donne fuori dagli schemi, controcorrente, strane, pericolose, esagerate, stronze, a modo loro tutte diverse e difficili da collocare. Donne che con le proprie vite e il proprio lavoro hanno contribuito o contribuiscono a colmare il gender gap proprio partendo dalla possibilità e capacità di gestire in autonomia il proprio denaro.
Morgana torna a settembre con una nuova stagione e una super sorpresa.
Illustrazione di MP5

6 Comments
  • Eleonora
    Posted at 10:09h, 18 Dicembre

    La voce di Michela Murgia è così forte e calda che ti trasporta nell’ ascolto. Non si può dire lo stesso di quella di Chiara Tagliaferri, fredda che trasmette così tanta insicurezza che non trovo piacevole per niente ascoltare. Comunque complimenti per i podcast.

    • Marina Hoffmann
      Posted at 08:13h, 22 Febbraio

      Purtroppo devo darle ragione. Per quanto mi piaccia e stimi Chiara Tagliaferri trovo quasi insopportabile il suo modo di raccontare, troppo affettato, troppo “sforzato”, mi ricorda la Marchesini del famoso sketch “bevi qualcosa Pedro, vuoi bere qualcosa Pedro”. Tiro un sospiro di sollievo ogni volta che Michela Murgia riprende la narrazione. Conoscendo la professionalità di Chiara Tagliaferri credo, e spero, che questo sia semplicemente un periodo di rodaggio e che con il tempo riesca ad essere più naturale. I podcast rimangono sempre e comunque fantastici ed emozionanti.

  • ned
    Posted at 11:30h, 18 Dicembre

    la bellezza fisica non è un canone esiste vale per donne e uomini allo stesso modo la fedeltà coniugale non è un retaggio patriarcale

  • Sonia Novelli
    Posted at 07:35h, 03 Giugno

    Raramente ho trovato ospiti interessanti…ma oggi proprio…
    Per me la Murgia dovrebbe ospitare la Murgia, allora sì che avremmo dialogo

    • Luca
      Posted at 12:20h, 10 Giugno

      Mi spiace evidenziare come, persino in questa sede, alcune donne commentano un’altra donna (Tagliaferri, nella fattispecie) per la voce, ovviamente tralasciando i complimenti per l’ottimo contenuto come autrice.
      Continua ad essere facilissimo cadere, dunque, nel più classico degli stereotipi secondo cui per una donna la bellezza non viene perdonata nemmeno quando affiancata da cultura, capacità e competenza.
      Ma si sa…chi non fa o non sa fare) è in prima linea nel trasferire l’invidia verso chi fa e chi sa fare.

  • Federica
    Posted at 22:16h, 05 Settembre

    Mi è piaciuta la vostra analisi narrativa sulla vita sociale e politica di Beyoncè: icona, attivista, femminista e donna di potere.
    Per quanto riguarda il femminismo italiano, siamo ben lontano ad avere icone a quel livello. Perchè?
    Nonostante sta prendendo sempre più piede una nuova revisione del movimento femminista, quello intersezionalista e plurale, quindi più aperto verso nuovi generi e realtà, le donne nere, italiane o di origine straniera, non sono ancora del tutto ascoltate e comprese.
    Le poche donne nere , che hanno avuto l’onore di parlare o direi far sentire la propria voce, sono spesso già inserite nel mainstreaming intellettuale/ artistico o semplicemente perchè hanno tanti followers ( selezionare una persona, in questo modo, lo trovo orrendo, perchè non si da molta attenzione ai contenuti) . Le donne nere , qui in Italia, non sono tutte uguali e non hanno lo stesso percorso narrativo ma spesso, mi sono trovata in mezzo a donne femministe, che mi guardavano con sguardi compassionevoli. Sono dell’idea che prima di utilizzare, nuovi concetti o nuove parole, è necessario lavorare a livello socio- culturale , anche negli strati più bassi della società. Se una parola – concetto-idea- nuovo genere non sono ancora stati assimilati, ogni battaglia che si porta avanti è solo uno show personale ed esclusivo.
    Concludo, concordando con voi, che le donne nere fuori dal coro, che non usano un linguaggio oatteegiamebto che molti si aspettterebero, non solo dai bianchi/e, ma anche dai neri/e queste donne vengono temute.
    Chi vuole lo scettro qui in Italia? Chi sarà la nuova regine femminista intersezionalista?