INFO EPISODIO

Ep. 32 | Nadia Comăneci
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Di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri.
Questo episodio è realizzato in collaborazione con buddybank powered by UniCredit.
Cosa succede quando sei una fabbrica di denaro, ma il padrone della fabbrica non sei tu? Dai potere a una nazione, la fai esistere geograficamente nell’immaginario del mondo, ma non hai la libertà di intestarti ciò che tu stesso produci.
Le Morgane raccontate fino ad ora hanno saputo produrre molto reddito e sono riuscite a goderne. Nadia Comăneci, la più giovane atleta di sempre ad aver vinto un titolo olimpico entrando nella leggenda con il suo 10, ha attraversato una situazione specularmente opposta, perdendo il diritto a essere proprietaria persino del suo corpo.
Con Asia Argento parliamo di cosa vuol dire essere una ragazzina prodigio, di empowerment imprenditoriale femminile e di #MeToo.
Morgana torna a settembre con una nuova stagione e una super sorpresa.
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MORGANA

SONO IO L’UOMO RICCO, STORIE DI DONNE CHE NON HANNO AVUTO BISOGNO DI SPOSARE UN UOMO CON I SOLDI

di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri

Realizzato in collaborazione con buddybank powered by UniCredit.
Sono io l’uomo ricco, storie di donne che non hanno avuto bisogno di sposare un uomo con i soldi. Donne fuori dagli schemi, controcorrente, strane, pericolose, esagerate, stronze, a modo loro tutte diverse e difficili da collocare. Donne che con le proprie vite e il proprio lavoro hanno contribuito o contribuiscono a colmare il gender gap proprio partendo dalla possibilità e capacità di gestire in autonomia il proprio denaro.
Morgana torna a settembre con una nuova stagione e una super sorpresa.

Illustrazione di MP5

1 Comment
  • Rossana
    Posted at 16:25h, 24 Febbraio Rispondi

    Buongiorno, mi permetto di commentare che, a mio parere, la discussione che è seguita al racconto della vita di Nadia Comaneci è andata fuori tema rispetto all’argomento di questa puntata. Secondo me, la conversazione con l’ospite dovrebbe essere una riflessione su quanto appena raccontato, come del resto è avvenuto in tutti gli episodi precedenti del podcast. Questa volta invece, si è trattato piuttosto di un’intervista all’ospite Asia Argento sulla sua vita privata, che nulla aveva a che vedere con quanto narrato fino a quel momento. Mi chiedo se non sarebbe stato meglio invitare, per esempio, una sportiva professionista, che potesse parlare della sua esperienza come donna nel mondo dello sport a livello agonistico.
    Inoltre (e questo è motivo principale per il quale ho deciso di lasciare questo commento) durante l’intervista Asia Argento ha menzionato l’accusa di stupro che le è stata mossa dall’attore Jimmy Bennet. Ha commentato l’accaduto sostenendo che per un uomo non è possibile venire violentato da una donna. Questo è, come evidenziato da diverse testimonianze di uomini vittime di stupro, assolutamente falso, La presenza dell’erezione non è infatti necessariamente sinonimo di accondiscendenza. Non mi interessa stabilire se Asia Argento sia o meno colpevole di quanto le è stato imputato, ma ritengo che il suo commento sia stato decisamente diseducativo e fuori luogo, specialmente considerato il tema di questo podcast, che si ripropone di portare avanti temi femministi. Affermare che gli uomini non possono essere violentati dalle donne equivale a fare cattiva informazione e contribuisce a consolidare un ideale di mascolinità tossica che nuoce anche alle donne. Inoltre, benché io non intenda mettere in dubbio la testimonianza di Asia Argento in merito alle molestie subite dal produttore Harvey Weinstein, ritengo che, data l’accusa di stupro che in seguito è stata mossa nei suoi confronti, la sua figura rispetto al tema dell’abuso sessuale al momento è troppo controversa perché lei possa essere chiamata a trattare pubblicamente un argomento così delicato. Tra l’altro, durante la puntata, Asia Argento ha menzionato il fatto che, dopo che la sua testimonianza sulle molestie subite è stata resa pubblica, molti si sono rifiutati di crederle. Tuttavia lei, screditando a sua volta le parole di Jimmy Bennet, ha perpetrato lo stesso meccanismo che poco prima ha condannato. Tali affermazioni non sono state nemmeno rettificate da Michela Murgia, che come host del podcast avrebbe il compito di condurre e moderare la conversazione.
    Se posso permettermi un suggerimento, apprezzerei che nella prossima puntata si provvedesse a rettificare queste dichiarazioni, o quanto meno, a fare un’ulteriore riflessione sui temi della violenza sessuale sugli uomini e sul victim blaming.

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