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Rivera a cinque cerchi
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Roma, agosto 1960. Roma in tutta la sua bellezza e l’Italia del boom economico accolgono gli atleti di 83 Paesi per la 17esima edizione dei Giochi Olimpici.Furono le Olimpiadi di Cassius Clay e Abebe Bikila, di Livio Berruti e Nino Benvenuti, della prima copertura televisiva importante di un evento sportivo. Ma furono anche i Giochi di una Nazionale di calcio sperimentale, selezionata e allenata da Gipo Viani e Nereo Rocco, formata da ragazzi di talento, che lasciavano intravedere un rinascimento per il pallone nazionale. Su tutti brillava già la stella di Gianni Rivera, 17 anni appena compiuti. L’Italia arrivò a un passo dal podio ma si guadagnò gli applausi del pubblico e l’apprezzamento degli addetti ai lavori.
Con Gigi Garanzini ricostruiamo quell’avventura poco conosciuta, collaterale rispetto ai grandi eventi di Roma 1960, eppure densa di suggestioni.
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SLOW FOOT

Dietro Slow Foot c’è un’idea semplice: condividere con un pubblico le nostre telefonate serali, una pratica riscoperta nei mesi della chiusura per il Coronavirus, per compensare in parte quello che ci mancava, per sublimare la nostalgia delle serate in compagnia. Lo facciamo seguendo una rotta intrapresa insieme anni fa: scaviamo nei ricordi cercando di interpretare quello che accade oggi, mirando alla profondità senza rinunciare alla leggerezza. Per parlare di sport, di calcio e di vita.
Copertina Arianna Dipollina.

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